Il Territorio

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Il rispetto e la valorizzazione del territorio

Non solo energia e ambiente. Il Progetto “Vatican to Green” include anche un'importante valorizzazione culturale dell'area extraterritoriale di Santa Maria di Galeria, che conserva un ricco patrimonio archeologico e storico, abbracciando un ampio arco temporale, dall'età romana fino al XVII secolo.

L'area rappresenta un luogo di particolare interesse per la presenza di importanti testimonianze della storia, dell'arte e dell'ingegneria, che si sono conservate nel tempo e che contribuiscono a raccontare il rapporto tra il territorio e le diverse epoche che lo hanno attraversato.

Dalla Via Clodia alla mansio di Careiae, dai resti dell'acquedotto Traiano-Paolo ai calchi del fregio della Colonna di Traiano, Santa Maria di Galeria custodisce elementi di grande valore storico e culturale.

La valorizzazione di questo patrimonio si inserisce nella più ampia visione del progetto, che unisce archeologia, cultura, ambiente e sostenibilità, mettendo in relazione la memoria del territorio con le prospettive del suo futuro.

Le testimonianze dell'antica Roma

Tra gli elementi più significativi dell'area vi è la Via Clodia, una strada romana straordinariamente ben conservata, che rappresenta uno degli elementi fondamentali della rete viaria dell'antica Roma, collegando la capitale con l'Etruria settentrionale.

Lungo questo tratto di strada, circa 166 metri, sono ancora visibili i segni lasciati dal passaggio dei carri, così come i margini in basalto e i cippi verticali, che testimoniano l'accuratezza nella realizzazione della pavimentazione.

Nell'area si trova inoltre la mansio di Careiae, una stazione di sosta romana situata al XV miglio della Via Clodia. Gli scavi condotti dalla Direzione dei Musei Vaticani hanno riportato alla luce una struttura articolata, con edifici disposti intorno a un cortile centrale. Tra i resti più significativi si trovano gli stabula, le stalle dove i cavalli venivano ospitati.

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Ingegneria e arte nel territorio

Il territorio conserva i resti dell'acquedotto Traiano-Paolo, una delle opere di ingegneria idraulica più impressionanti dell'antica Roma. L'acquedotto, ricostruito nel XVII secolo da Papa Paolo V, attraversa il fosso del Galeria con il tratto degli Arcacci, che si estende per circa 400 metri e raggiunge i 15 metri di altezza.

L'acquedotto fornisce tuttora circa 200 litri d'acqua al secondo, destinati principalmente alle fontane dei giardini e dei cortili del Vaticano.

Tra le testimonianze artistiche sono presenti anche i calchi in cemento bianco del fregio della Colonna di Traiano, uno dei più straordinari esempi di scultura monumentale dell'antichità. Restaurati grazie al contributo di The Patrons of the Arts in the Vatican Museums – The New York Chapter, raccontano le imprese militari e le vittorie di Traiano.

Il patrimonio culturale di Santa Maria di Galeria

Gli ambienti dei casali agricoli ospiteranno oggetti archeologici rinvenuti durante le indagini sul territorio, oltre a una sezione dedicata al progetto del nuovo impianto agrivoltaico.

Il progetto di valorizzazione culturale dell'area di Santa Maria di Galeria rappresenta un'importante iniziativa per conservare e raccontare la storia del territorio, attraverso una combinazione di archeologia, ingegneria, arte e sostenibilità.

Grazie all'uso di tecnologie moderne, il patrimonio dell'area può essere valorizzato accanto alle sfide e alle opportunità offerte dal tempo presente.

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La Via Clodia

Una strada romana straordinariamente ben conservata, che testimonia l'importanza della rete viaria dell'antica Roma e il collegamento con l'Etruria settentrionale.

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L'acquedotto Traiano-Paolo

Il tratto dell'acquedotto Traiano-Paolo attraversa il fosso del Galeria per circa 400 metri, raggiungendo un'altezza di 15 metri.

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